“Il Teatro è tuo”: la nuova stagione del Teatro Nazionale di Genova 2025-2026 tra memoria, innovazione e comunità

Con ben 97 spettacoli in programma, di cui 18 produzioni, il Teatro Nazionale di Genova ha presentato la nuova stagione teatrale 2025-2026. Il titolo scelto, “Il Teatro è tuo”. Una stagione pensata per tutti, che valorizza inclusività, partecipazione e memoria collettiva

l Teatro Nazionale di Genova annuncia la nuova stagione con 97 spettacoli in programma, di cui 18 produzioni. Lo fa con un titolo e un ‘immagine simbolici e invitanti: numeri, parole, immagini che richiamano una necessaria attenzione e tante possibilità di partecipazione e inclusione nel senso più concreto del termine.

il Teatro è tuocon un’offerta che prevede di poter allargare lo sguardo su più prospettive e azioni concrete e inclusive e, dal punto di vista dei contenuti, a generi e canoni di scrittura drammaturgica e arte scenica.
Tante e diffuse sul territorio nazionale e internazionale sono le collaborazioni con le principali realtà e istituzioni teatrali. Tanti sono i fili che ritornano e continuano, tra storia recente e repertori storici,
progetti speciali e spettacoli tout public dedicati alle famiglie, così come si conferma la presenza del “Nouveau Cirque” durante il periodo delle feste natalizie in relazione con il Festival Internazionale Circumnavigando con tre titoli in scena nelle due sale di Sampierdarena.
Si riallaccia, ancora una volta, il filo di continuità con la rassegna dedicata alle voci e ai contenuti femminili all’interno della programmazione FEF (Festival dell’Eccellenza al Femminile), a cura di Consuelo Barilari, che tocca i suoi 21 anni di presenza sul territorio con un programma di 27 spettacoli e una serie di incontri dedicati.
Sempre viva l’attenzione verso i giovani talenti, frutto della volontà di investire sulle nuove generazioni di attrici e attori, gruppi emergenti, autori e autrici in connessione con la scuola di recitazione dedicata a Mariangela Melato e che trova un suo immediato corrispettivo nella rassegna De Gustibusdedicata agli autori e autrici under35.
Apertura di stagione con un titolo potente che riaccende una memoria gloriosa, per il Teatro di Genova – Il lutto si addice a Elettra – di Eugene O’Neill, regia di Davide Livermore e una compagnia di attrici e attori d’eccezione: Elisabetta Pozzi, Linda Gennari, Tommaso Ragno, Aldo Ottobrino, Marco Foschi, Davide Niccolini, Carolina Rapillo. Prima Nazionale – 11 ottobre – nella sala Ivo Chiesa
La stagione 2025 – 2026 sarà più che mai ricca di proposte e progettualità che confermano la linea tracciata dal direttore Davide Livermore in questi anni, fedele al concetto di un teatro pubblico, necessario a un territorio come quello genovese e ligure e in dialogo con gli altri teatri Nazionali.
Un teatro inteso come porta verso nuovi mondi possibili, nonostante la difficoltà geografica e di accessibilità del territorio ligure, che possa accogliere e far scaturire scintille di sguardo e linguaggi e, nello stesso tempo, sostenere e intercettare talenti under35, molti dei quali sono frutto del dialogo con la storica scuola di recitazione, oggi intitolata a Mariangela Melato e diretta da Elisabetta Pozzi.
Una storia che dura da oltre 70 anni e si proietta nel futuro, idealmente riconoscibile nell’edificio dedicato a Ivo Chiesa: sia nel suo archivio storico, sia nella sua sala rinnovata e abitata dalle “immagini\apparizioni” che ne hanno tracciato epoche e repertori. Passato, presente e futuro continuano a nutrirsi e ad alimentare di emozioni, riflessioni e divertimento.
sulla stagione 2025-2026: Il Teatro è tuo || dichiarazione del direttore Davide Livermore:
«Questa nuova stagione parte, prima di tutto, da un edificio rinnovato grazie al sostegno di Comune e Regione e che diventa – per tutti noi – una “nuova casa”.
La ristrutturazione è stata importante: il nuovo volto e la nuova immagine ci danno la possibilità di creare nuovi contenuti visibili per questo teatro: abbiamo un foyer rinnovato per accogliere la comunità, connesso alla biglietteria funzionale, allo spazio libreria e al bar bistrot in sinergia tra loro. Inoltre, l’ascensore consente l’accesso a persone non deambulanti e un impianto per ipoudenti e ipovedenti.
La sala dedicata a Ivo Chiesa è uno spazio abitato da apparizioni, in cui possiamo intercettare le tracce di memoria che celebrano la storia di questo teatro e, dunque, del teatro italiano dal secondo dopoguerra a oggi. Nel prossimo inverno, con i lavori definitivamente ultimati, metteremo a punto un programma di visite guidate che avranno la caratteristica di una vera e propria esperienza immersiva nella storia degli oltre 70 anni del teatro. Sarà una visita dalle tante valenze, non solo per mostrare i nuovi interni, ma per raccontare quanto quella storia sia importante e viva per la vita culturale genovese e nazionale. Una forma di consapevolezza condivisa che ci rende orgogliosi.
Altre azioni concrete praticabili nel prossimo futuro sono legate alla cura dell’Ambiente, come il progetto dell’orto sul tetto, i cu lavori partiranno a luglio.
Il Teatro è tuo è il concetto su cui mi batto da sempre, ovvero, affermare l’importanza del teatro pubblico come fondamento per una società migliore. Concetto, di fatto, corroborato da studi economici, sociali e antropologici. Un “teatro pubblico, per il pubblico”, perché andare a teatro è un atto di partecipazione e democrazia. E, citando le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ricordiamo per la sua recentissima presenza per celebrare gli 80 anni del 25 aprile con noi, siamo fieri di dire il Teatro è tuo: perché “la partecipazione è un indicatore di intensità e temperatura umana e può far diventare persone migliori”. E persone migliori rendono migliore la comunità».
Un presidio culturale regionale
«Il Teatro Nazionale di Genova è un presidio culturale fondamentale non solo per la città ma per l’intera regione. Con la nuova stagione, ancora una volta, si conferma un punto di riferimento vivo, accessibile, capace di generare comunità e al contempo di offrire un cartellone di alto livello. Risponde in pieno alla più autentica vocazione del teatro, che è uno spazio in cui si cresce insieme, dove arte, inclusione e partecipazione si intrecciano per rendere migliore la qualità della vita. Siamo orgogliosi di sostenere come Regione Liguria una realtà che parla a tutte le generazioni e che sa unire memoria, innovazione e apertura al mondo» ha dichiarato Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria.
Un luogo per tutti
«Questo teatro, questa struttura rinnovata, è uno spazio di fruizione e di condivisione di tutta la cittadinanza. I numeri degli spettatori e degli abbonati dimostrano quanto questi spazi rappresentino uno dei centri dell’offerta culturale cittadina, anche grazie al lavoro delle tante e tanti che si impegnano per mantenere gli alti standard di qualità di questo teatro, riconosciuto come eccellenza a livello nazionale. Molti sono i progetti che mirano ad ottenere maggiore inclusività: dall’impianto per persone ipoudenti, al biglietto sospeso, alle tariffe ridotte per giovani, anziani e lavoratori. Ritengo che ciò sia fondamentale, perché un teatro pubblico è un bene comune, un luogo che, attraverso chi lo vive, contribuisce a rendere più vivibile un territorio, a migliorare la qualità della vita, grazie a un’offerta culturale vasta e soprattutto accessibile a tutti» ha sottolineato Silvia Salis, Sindaca di Genova.
La stagione 2025-2026: un viaggio teatrale tra epoche e linguaggi
A dare il via alla nuova stagione sarà “Il lutto si addice a Elettra” di Eugene O’Neill, per la regia di Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova. In scena, tra gli altri, Elisabetta Pozzi e Tommaso Ragno. Uno spettacolo potente, drammatico, che racconta le derive familiari e politiche di un’America spezzata, in perfetta sintonia con lo spirito di un teatro che sa raccontare il presente attraverso il mito e la memoria.
Teatro Ivo Chiesa – apertura di stagione – 11 ottobre
La stagione si apre, come da tradizione, in prossimità della data-simbolo per Genova del 12 ottobre con la prima nazionale dei Il lutto si addice a Elettra | 11< 26 ottobre – Teatro Ivo Chiesa.
«Dopo l’Orestea, coprodotta nel 2023 insieme all’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, ho coltivato il desiderio di tornare sull’evoluzione della tragedia greca, nell’atto fondativo del Teatro e della coscienza statunitense che Eugene O’Neill scrive nel 1931 Il lutto si addice a Elettra(Mouning becomes Electra), qualche anno prima del riconoscimento del Nobel, nel 1936. – afferma Davide Livermore – Lo sento come un atto dovuto in un percorso artistico che mi ha portato a scandagliare le eterne umane fragilità, a latitudini ed epoche storiche diverse.
Il testo di O’ Neill non è una semplice riscrittura dell’Orestea ma è una creazione totalmente nuova che si compie aderendo perfettamente alla propria contemporaneità, in grado di creare un solco unico che inaugura una nuova era del teatro del ‘900. Un classico che si riverbera ancora oggi e in ogni epoca. Perché ogni famiglia, si tratti di Atridi o Mannon, ha un’eredità oscura e nostro compito è riuscire a rendere luminosa quell’eredità. Inoltre, questo incontro con Il lutto si addice ad Elettra, si ricollega a un anniversario importante, proprio nel teatro che 30 anni fa lo produsse con la regia di Luca Ronconi e, protagoniste femminili, le magnifiche Mariangela Melato e Elisabetta Pozzi. Questa apertura di stagione è dunque una dedica a quello spettacolo, ma anche a Elisabetta Pozzi – tra le più grandi attrici della sua generazione – che, nella messa in scena di Ronconi interpretò Lavinia e, oggi come in un gioco di specchi e riverberi, si misurerà con il ruolo di Cristine allora interpretata da Mariangela Melato. Al fianco di un’attrice di questo calibro abbiamo costruito una compagnia, a dir poco “straordinaria” con Tommaso Ragno, Linda Gennari, Marco Foschi, Aldo Ottobrino, Davide Niccolini, Carolina Rapillo».
Partner di inaugurazione di stagione anche quest’anno RINA.
In continuità con titoli e artisti di richiamo della scena nazionale, lasala Ivo Chiesa ospiterà, a fine ottobre uno spettacolo che già accende tanta curiosità, Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man , la storia di Donald Trump raccontata da Stefano Massinicome se fosse la “chanson de geste” di un personaggio che ha fatto “della menzogna un’arte” (dal 31 ottobre al 2 novembre); dal19 al 23 novembre, un titolo classico-contemporaneo del maestro americano Tennessee Williams, La gatta sul tetto che scotta, regia di Leonardo Lidi con un gruppo di attori, dove spicca ‘la gatta’ Valentina Picello, ma anche Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli; a fine novembre (27-30), un classico di Goldoni, Sior Todero brontolon, reinterpretato da Franco Branciaroli, con la regia di Paolo Valerio; a dicembre (dal 3 al 5) arriva Re Chicchinella, la fiaba di Basile, che Emma Dante ha scelto per chiudere un’ideale trilogia dai racconti barocchi del grande autore del ‘600; dal 12 al 14 dicembre, un ritorno per Lino Guanciale, diretto da Davide Sacco, in Napoleone. La morte di Dio, da Victor Hugo; nel periodo natalizio (27-31 dicembre), torna Fantozzi. Una tragediacon Gianni Fantoni nei panni del “ragioniere” – maschera contemporanea – ideata da Paolo Villaggio, nella messa in scena a cura di Davide Livermore. L’anno 2026 si apre con un personaggio di richiamo: Massimiliano Gallo, interprete dell’avvocato Malinconico, ideato da Diego De Silva, nello stesso ruolo, portato al successo nelle serie televisive, in Malinconico. Moderatamente felice (8 – 11 gennaio; un altro Eugene O’Neill e un altro interno familiare in cui immergersi, quello di Lungo viaggio verso la notte (premio Pulitzer 1957) con Gabriele Lavia, grande protagonista, nei panni del padre della famiglia Tyrone (16 – 18 gennaio); sempre in gennaio (20 e 21), la rilettura shakesperiana che Giorgio Pasotti ha fatto dell’Otello, di cui è regista e interprete, insieme a un altro giovane attore molto amato dal pubblico delle serie tv, Giacomo Giorgio; un altro ritorno felice è quello di Massimo Popolizio, attore e regista in Ritorno a casa di Harold Pinter, commedia che definisce “pericolosamente divertente”, ritratto di un gruppo di famiglia in un interno, non rassicurante (22 – 25 gennaio); dal 29 gennaio al 1° febbraio, è la volta di un altro titolo shakespiriano, Riccardo III, tragedia della malvagità in cui il re tirannico e storpio viene interpretato da un’attrice di carattere come Maria Paiato, diretta da Andrea Chiodi; il 3 febbraio torna per una replica l’opera teatrale di grande successo che Paolo Fresu ha ideato per ripercorrere la vita e la musica di Miles Davis, Kind of Miles; Luca Marinelli, sarà regista e interprete de La cosmicomica vita di Q, ispirato alle Cosmicomiche, i racconti tra scienza e fantasia di Italo Calvino, che presto debutterà in prima nazionale, a Spoleto – Festival dei Due Mondi; Il gabbiano di Anton Čechov è un altro dei classici intramontabili, ospite della stagione, nella messa in scena che Filippo Dini sta mettendo a punto, con Giuliana De Sio tra i protagonisti; La coscienza di Zeno, che Italo Svevo creò cesellando a figura di Zeno Cosini, ironico e complesso personaggio della letteratura del ‘900, sarà ospite con Alessandro Haber, diretto da Paolo Valerio (19 – 22 febbraio); ancora Italo Svevo con il suo ultimo testo teatrale, La rigenerazione, regia di Valerio Santoro e Nello Mascia protagonista (24-26 febbraio); un secondo, Tennessee Williams con Improvvisamente l’estate scorsa, tra i suoi testi più misteriosi e controversi, nella messa in scena di Stefano Cordella e Laura Marinoni protagonista, nel ruolo che al cinema fu di Katherine Hepburn ((27 febbraio – 1 marzo); a marzo torna Tullio Solenghi con un nuovo travestimento di Gilberto Govi, in Colpi di timone spettacolo corale di Enzo La Rosa, autore della tradizione genovese (5- 22 marzo); in aprile la commedia classica di Aristofane viene riletta da Serena Sinigaglia con Lella Costa che interpreta una Lisistrata contemporanea e universale, nel suo messaggio per la Pace, in tournée dopo i successi di questa estate a Siracusa (10-12 aprile); Fausto Cabra, torna a Genova dopo La Gatta sul tetto che scotta, per interpretare Il misantropo di Molière, regia di Andrée Ruth Shammah (15 e 16 aprile); da Napoli arriva un’altra rilettura da un classico della letteratura, a cura di un attore-regista che da anni frequenta teatro, cinema e serie tv, Peppino Mazzotta con Le anime morte da Gogol’, affresco corale messo in scena da un ensemble di attori, veri caratteristi, per ritrarre miserie umane sempre troppo attuali (21-23 aprile); il teatro-canzone di Giorgio Gaber torna con Neri Marcoré per ricordare e tenere vivi certi temi di pensiero e ribellione, Gaber – Mi fa male il mondo, regia di Giorgio Gallione (28-30 aprile); secondo lavoro della drammaturga americana Annie Baker, con Valerio Binasco regista e attore, Circle Mirror Transformation (6-10 maggio). La stagione si chiude con un lavoro della compagnia Scatenati che da anni lavora con gli attori detenuti del carcere di Marassi (13 maggio) e l’immancabile Acoustic Nights 26, appuntamento fisso in musica, con Beppe Gambetta e i suoi compagni musicisti internazionali (21- 23 maggio).
Le altre tre sale apriranno la programmazione nel mese di ottobre:
Gustavo Modena – apertura dal 14 ottobrecon la coproduzione internazionale History of love del collettivo Agrupación Señor Serrano (14 e 15 ottobre); il 25 ottobre un altro spettacolo internazionale dedicato al pubblico delle famiglie è Oh Oh, della compagnia svizzera Baccalà; seguono una serie di spettacolo della rassegna FEF (Festival dell’Eccellenza al femminile, si veda il paragrafo dedicato); a novembre, in scena i Motus con lo spettacolo\progetto dedicato a Frankestein, la creatura dolente romantica e contemporanea frutto della fantasia di Mary Shelley (dal 4 al 9 novembre, con date che danno la possibilità di vederlo in dittico); a novembre, l’atteso Autoritratto di Davide Enia, che torna a Genova forte di un successo importante e dovuto (13-16 novembre); Il Golem di Juan Mayorga, regia Jacopo Gassmann, con Elena Bucci, Monica Piseddu, Woody Neri (21 – 23 novembre); data unica (11 gennaio) per Il Gattopardo. Una storia incredibile
di e con Francesco Piccolo; L’analfabeta di Chiara Lagani da Agota Kristof, regia Luigi Noah De Angelis
con Federica Fracassi (15 – 17 gennaio); Orlando dal romanzo di Virginia Woolf, regia Andrea De Rosa
con un’intensa Anna Della Rosa (13-15 marzo); drammaturgia anglosassone, in chiave commedia femminile per Il funerale di mia madre. The show di Kelly Jones, regia di Francesca Montanino e Mauro Parrinello
con Elsa Bossi, Alice Giroldini, Mauro Parrinello. Solo per citarne alcuni…
Sala Mercato – apertura dal 15 ottobre con un programma contemporaneo che attinge dalla rassegna FEF e poi vede in scena titoli e artisti tra i più contemporanei, ricordiamo: da Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, regia e interpretazione travolgente di Arturo Cirillo (8 – 10 gennaio) a Argo di Letizia Russo da Mariagrazia Ciani (13 – 15 gennaio), regia di Serena Sinigaglia che tornerà in stagione con Lisistrata (in aprile, sala Ivo Chiesa) Solo per citarne alcuni….
Teatro Eleonora Duse – apertura dal 29 ottobre con alcuni degli spettacoli della rassegna FEF. Tra gli ospiti in stagione, ricordiamo: Diciassette cavallini testo e regia di Rafael Spregelburd, uno dei più importanti autori\registi argentini che scava nel mito di Cassandra (17 – 19 dicembre); Provaci ancora, Sam di Woody Allen, regia Massimo Chiesa (27dicembre – 4 gennaio); la Giovanna dei disoccupati di e con Natalino Balasso che ha creato in chiave grottesca e irriverente un apocrifo della Santa Giovanna dei macelli di Brecht, regia Andrea Collavino (8 – 9 gennaio); L’uomo dei sogni testo e regia Giampiero Rappa (dal 5 all’8 marzo); Le Tre sorelle di Anton Čechov rilette dallo sguardo ironico di Liv Ferracchiati in chiave contemporanea e introspettiva ((7 – 10 maggio). Solo per citarne alcuni…
Gli spettacoli di produzione
Dopo la prima nazionale de Il Lutto si addice ad Elettra, tante le produzioni e coproduzioni, varie e su più fronti: al Gustavo Modena, arriva uno spettacolo internazionale History of love del collettivo Agrupación Señor Serrano che gioca con sapienza e ironia tra alchimie di linguaggi video e performativi (14 – 15 ottobre).
Un’altra attesa prima nazionale, dal 2 al 14 dicembre, al teatro Eleonora Duse debutta, in prima nazionale, Carnage: Il dio del massacro con Antonio Zavatteri – attore e regista, presenza costante del TNG – che sceglie uno dei testi più famosi e attuali di Yasmine Reza, una commedia agra e feroce che vede fronteggiarsi un quartetto di genitori, a proposito dei due figli adolescenti. Un testo che ha fatto il giro del mondo, anche film di Roman Polanski nel 2011.
Sputnik sweetheart di Murakami Haruki, regia Francesco Biagetti in prima nazionale (16 – 23 dicembre, sala Mercato); Sette bambine ebree di Caryl Churchill, regia Carlo Orlando (prima nazionale, al Teatro Duse, 27 gennaio – 1 febbraio); Riccardo III di William Shakespeare, regia Andrea Chiodi (coproduzione con CTB Brescia, Teatro di Roma, Teatro Biondo di Palermo; dal 29 gennaio al 1° febbraio, teatro Ivo Chiesa);
Il corpo consapevole. Body awareness di Annie Baker, regia Silvio Peroni (coproduzione con Teatro Baretti
3 – 8 febbraio, in Sala Mercato); L’ultimo arrivato di e con Paolo Livolsi e Pier Luigi Pasino, regia Aleph Viola (27 febbraio – 8 marzo in sala Mercato); Colpi di timone è un altro affondo nella maschera attoriale di Gilberto Govi e alla commedia di tradizione ligure e genovese questa volta di Enzo La Rosa, regista e protagonista Tullio Solenghi con una compagnia affiatatissima (coproduzione con Teatro Sociale di Camogli e Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione) -prima nazionale – in ottobre, al Teatro Sociale di Camogli (dal 5 – 22 marzo, al Teatro Ivo Chiesa).
I miei stupidi intenti dal romanzo del giovanissimo autore di Sarzana Bernardo Zannoni prosegue il lavoro di Vico Quarto Mazzini dedicato alla letteratura contemporaneasulla scia del successo a partire daLa ferociadal romanzo di Nicola La Gioia (coproduzione con LAC – Lugano Arte e Cultura, Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, TSU – Teatro Stabile dell’Umbria; dal 21 al 26 aprile, teatro Gustavo Modena).
Quando la foresta brucia di Elena Dragonetti in prima nazionale (23 – 25 aprile in sala Mercato) è il nuovo capitolo del progetto L’età del fuoco, che vede insieme sul palco allievi e allieve delle Scuole superiori e attrici e attori professionisti.
Tra le produzioni che debuttano nei Festival estivi e d’autunnoricordiamo: Lu santu Jullare Francesco – di Dario Fo, regia di Giorgio Gallione, con Ugo Dighero. Debutto ad Asti Teatro, in prima nazionale, oggi – 19 giugno, al teatro Alfieri. In stagione, al teatro Eleonora Duse, dal 14 al 16 novembre.
The other side – la regista Marcela Serli sceglie un testo di Ariel Dorfman sulle conseguenze della guerra e un trio di attori come Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori. Debutto in prima nazionale al Mittelfest di Cividale del Friuli, il 9 luglio; poi a Borgio Verezzi il 22 e 23 luglio. In stagione al teatro Eleonora Duse, dall’8 al 12 aprile. Con Il Raggio Bianco, Arturo Cirillo, sempre più presente e vicino al TNG, sceglie una commedia di Sergio Pierattini dalle tinte noir e dai risvolti di giallo psicologico e guida due attrici Milvia Marigliano, Linda Gennari, e il giovane Raffaele Barca. Debutto in prima nazionale – 6 e7 agosto al Festival di Borgio Verezzi. In stagione al teatro Gustavo Modena, dal 21 febbraio al 1° marzo.
A inizio autunno, due nuove coproduzioni debuttano a Romaeuropa: Frankenstein_diptych (love story + history of hate)dei Motus, dal 22 al 26 ottobre, poi a Genova dal 4 al 9 novembre (teatro Gustavo Modena)
e la nuova creazione di Alice Sinigaglia, Uno spettacolo gigantesco. Gargantua e Pantagruel, il 22 e 23 ottobre, nell’ambito della rassegna “Anni Luce”, dedicata ai talenti emergenti.
Un teatro per tutte e tutti: accessibilità, sostenibilità, innovazione
Grande attenzione sarà riservata anche quest’anno all’inclusione: saranno attivati servizi come impianti per ipoudenti e ipovedenti, navette gratuite, ascensori, e biglietti sospesi. Saranno inoltre previste tariffe ridotte per studenti, giovani under 30, over 65 e lavoratori.
Il teatro rinnova anche l’impegno verso l’accessibilità economica e culturale: dal 19 giugno e fino al 14 luglio (20 luglio solo online) sarà possibile sottoscrivere abbonamenti a 10, 15 o 20 spettacoli a prezzi vantaggiosi, con sconti fino al 70%, oltre alla formula under 30 a 5 spettacoli.
Info e dettagli: biglietti.teatronazionalegenova.it
Festival dell’Eccellenza al Femminile (FEF)
Con 27 spettacoli dal 15 ottobre al 12 dicembre, torna anche il Festival dell’Eccellenza al Femminile, diretto da Consuelo Barilari, con focus sui temi identitari, i diritti e il protagonismo femminile nel teatro contemporaneo.
Campagna abbonamenti
Da oggi fino al 14 luglio (20 luglio solo online) sarà possibile sottoscrivere abbonamenti a 10, 15 o 20 spettacoli e under30 a 5 spettacoli con sconti fino al 70%. Info su: biglietti.teatronazionalegenova.it
Per ulteriori dettagli e il programma completo della stagione 2025-26:
🌐 www.teatronazionalegenova.it
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